Il lavoro sociale e la sfida della riflessività

La lettura del libro mi ha reso più pensoso dopo avere ragionato sulla «riflessività», definita dall’Autrice una «pratica» adatta a incoraggiare la produzione di welfare locale, dentro un tempo come il nostro, esuberante di narcisismo, di individualismo e di enfasi effi cientistica, ma anche di preoccupanti logiche e pratiche neo-tribali. Lavoro ricco, frutto di lunga elaborazione e di solida competenza sociologica nonché di strumenti interpretativi e di basi epistemologiche. Il volume, oltre a costituire un pregevole lavoro sul pensiero “riflessivo”, potrà essere di grande utilità agli educatori dei vari contesti sociali e di servizi alla persona, così come agli insegnanti e a tutti coloroche, avvertendo l’emergenza e la confusione che vanno diff ondendosi intorno al che cosa è “educazione” e cos’è “sociale”, per qual fi ne e con quali strumenti fare educazione sociale, intendono riprendere la revisione personale del modo stesso di intendere la rifl essione per disporre nel tempo di qualche vero ed efficace punto fermo. (Dalla prefazione di Vincenzo Salerno). 

Autori
Martina Visentin
è docente di “Sociologia della famiglia e dei giovani”, di “Metodologia della ricerca sociale qualitativa” e di “Metodologia del lavoro scientifico” nel corso di laurea in Scienze dell’Educazione - Educatore Sociale presso lo IUSVE.

Dettagli del libro

•    Titolo: Il lavoro sociale e la sfida della riflessività
•    Autore: Martina Visentin
•    Editore: libreriauniversitaria.it
•    Collana: Laboratorio innovaz. sviluppo educ. soc.
•    Data di Pubblicazione: 2011
•    ISBN: 8862920857
•    ISBN-13: 9788862920858
•    Pagine: 128
•    Formato: brossura

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