Presentazione
La crescente incidenza dei disturbi del comportamento alimentare tra adolescenti e adulti richiede agli operatori del settore sociale e della nutrizione una conoscenza più approfondita delle patologie alimentari, al fine di individuare precocemente il sintomo, ridurne la frequenza e migliorare la riabilitazione.
Uno Studio condotto da Esemed, European Study of the Epidemiolgy of Mental Disorders, e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in sei paesi europei evidenzia che oltre il 50% delle persone con disturbo del comportamento alimentare rimangono lontane dai servizi. L’esordio della malattia avviene spesso tra i 10 e 20 anni, con un'incidenza totale nella popolazione del 5%, con percentuali dell'1% di anoressia, 1,85% di bulimia e 2,15% di disordini sotto-soglia. L’Italia si trova al 4° posto tra i sei paesi europei studiati. Ciò mette in evidenza la necessità, visto che il sintomo è egosintonico, di formare persone in grado di attivare interventi di prevenzione e di riabilitazione in particolare nell'adolescenza. Per far fronte a questa emergenza è necessario, in un'ottica educativa, possedere conoscenze specifiche, abilità e strategie comunicative e relazionali in grado di attivare le risorse personali dell’individuo.
I disturbi del comportamento alimentare sono caratterizzati da cause multifattoriali, in linea con le dinamiche personali, familiari e sociali che sempre più alimentano gli aspetti consumistici e narcisistici propri della cultura occidentale. Essi comprendono determinanti socioculturali costituite dallo stato di relativo benessere della popolazione: facile accesso al cibo, prolungamento delle aspettative di vita, calo della mortalità infantile, veicolati e filtrati mediaticamente. Tutto ciò, se intersecato con la storia socio-familiare dell'individuo, può creare le condizioni che trovano nel consumo alimentare (o al contrario, nel non consumo) messaggi catalizzatori seduttivi e coesivi, che si collegano con gli aspetti corrispondenti di vuoto o di sofferenza nei soggetti vulnerabili, particolarmente esposti.
Si entra così nelle aree della molteplicità dei fattori determinanti e, più propriamente, nella complessità, nella quale genesi e conseguenze dei disturbi del comportamento alimentare non risultano da percorsi lineari, e come tali vanno affrontati, attraverso il lavoro educativo e clinico operato con metodologie integrate che tengano conto di una pluralità di approcci. Sembra, infatti, che solo una conoscenza approfondita dei percorsi educativi e riabilitativi, integrati e inquadrati olisticamente, cioè secondo l'approccio sistemico-relazionale, possa orientare gli operatori implicati nell’affrontare una patologia che può diventare fonte di sofferenza complessa e duratura.
Per scaricare il volantino informativo del Master Universitario Interdisciplinare in Prevenzione e riabilitazione dei disturbi alimentari nell'adolescenza (primo livello) clicca qui sotto.



