Domenica 25 gennaio 2026 le strade di Sottomarina hano ospitato la Marcia della Pace, promossa dall’Azione Cattolica della diocesi di Chioggia con il sostegno di numerose realtà del territorio e organizzata da un comitato del quale fanno parte diverse associazioni e enti diocesani della cittadina lagunare. Partita dalla chiesa del Buon Pastore, la marcia ha attraversato diversi “spazi” simbolici del cuore, dell’incontro, del gioco e della comunicazione in un pomeriggio che ha voluto fare “spazio alla pace” nelle relazioni quotidiane.
A dare avvio al cammino è stato il vescovo di Chioggia Giampaolo Dianin, che nella prima tappa, lo “spazio del cuore”, ha guidato un intenso momento di preghiera comunitaria. Nel suo messaggio ha invitato i presenti ad aprirsi a una pace che nasce dall’interiorità e si traduce in gesti concreti di fraternità, ricordando che “la pace non è un traguardo lontano, ma un cammino di ogni giorno, fatto di gesti piccoli ma autentici”. La sua presenza ha accompagnato l’intero percorso come segno di unità e di vicinanza alla Chiesa locale.
Nello “spazio della comunicazione”, gli studenti dello IUSVE e di Cube Radio hanno offerto testimonianze sul potere generativo delle parole.
Martina Intimi, coordinatrice di produzione di Cube Radio, ha ricordato che “la parola è qualcosa di primordiale: è la prima fonte di conoscenza dell’uomo”, la parola autentica conserva una forza creatrice. Ha però avvertito contro la parola liquida dei tempi digitali, evidenziando l’impegno dell’emittente nel restituirle peso e autenticità: “le parole che usiamo non sono perfette, ma sono autentiche: cercano sempre di costruire ponti, non muri”, perché l’obiettivo è “fare della parola non un’arma, ma un abbraccio”.
Suor Chiara Manì, salesiana e studentessa IUSVE, ha ripercorso la sua esperienza di formazione ai microfoni di Cube Radio, confessando quanto sia stato difficile superare l’attenzione al copione per dedicarsi davvero all’interlocutore. Ha raccontato di aver imparato che “nel momento in cui guardi la persona che hai davanti l’ascolto diventa autentico e la parola prende significato”, aggiungendo: “forse è proprio così che nasce la pace, quando smettiamo di guardare solo i nostri schemi e iniziamo a guardare davvero chi abbiamo davanti”.
Matteo Barbassi, studente IUSVE della sede di Verona, ha invece presentato il progetto “Voce del mondo”, portato all’Expo 2025 di Osaka, dove centinaia di persone hanno registrato nella propria lingua una frase di Papa Leone XIV, poi unite in “un’unione di voci in una singola, potente frase, che potesse rispecchiare quello che il mondo vuole”. Dopo averne fatto dono al Papa durante l’Udienza Generale, Barbassi ha riflettuto sull’uso dei media da parte dei giovani, notando che spesso “le parole non sono più motivo di discussione aperta, ma diventano armi”. Da qui il suo invito: “dobbiamo astenerci dall’incentivare odio verso il prossimo e portare più gente possibile verso il dialogo”, convinto che “la pace non è solo questione politica, ma pratica culturale”.
La marcia ha intrecciato ai momenti di riflessione anche gesti concreti di solidarietà, attraverso la raccolta di beni per il progetto Caritas “Il dono del prendersi cura”, e si è conclusa con la premiazione dei gruppi più partecipi. In serata, grazie al Gruppo Astronomia Nuova di Chioggia (GR.A.N.CHIO.), i partecipanti hanno potuto “alzare lo sguardo” verso il cielo, ricordando che ogni percorso di fraternità si apre a un orizzonte più grande.