Massimiliano Turazzini, Imprenditore e trainer VJAL Institute
Durante il secondo appuntamento del ciclo IMPACT., Massimiliano Turazzini, imprenditore digitale e AI Certified Trainer presso VJAL Institute, ha dialogato con gli studenti del Dipartimento di Comunicazione IUSVE. Con un’esperienza trentennale alle spalle, dalla fondazione di multiutility.it alla creazione della software house Trilance, Turazzini ha offerto una prospettiva concreta e priva di illusioni sulla trasformazione digitale, spiegando perché l’intelligenza artificiale non sia un semplice aggiornamento software, ma un vero e proprio collaboratore da integrare nelle dinamiche aziendali.
Il cuore dell’intervento ha ruotato attorno a un cambio di paradigma fondamentale: l’AI va “assunta” e, soprattutto, contenuta. Non si tratta di delegare indiscriminatamente ogni processo, ma di individuare un perimetro preciso in cui la macchina eccelle, mantenendo il controllo umano sul resto.
«Non siamo più nella fase in cui dobbiamo scoprire cosa fa. Siamo nella fase in cui c’è un certo perimetro di attività che le AI sanno fare meglio di noi, senza paura, senza vergogna, e quindi dobbiamo contenerla.»
Questa visione si traduce quotidianamente in quello che Turazzini definisce “MiniMe”, un ecosistema di lavoro personale basato sull’AI che supera le applicazioni tradizionali. In un paradosso affascinante per chi, negli anni Novanta, doveva spiegare ai programmatori l’uso delle interfacce grafiche, oggi l’obiettivo diventa proprio l’eliminazione delle interfacce stesse a favore della conversazione e della delega ad agenti operativi:
«Nell’ultimo anno ho smesso di usare gli editor di testo, ho smesso di usare i fogli di calcolo, ho smesso di usare quasi del tutto la posta elettronica. […] Dopo molti anni mi sono accorto che la cosa migliore è andare a togliere interfacce.»
Passando alle competenze necessarie per affrontare questo scenario, l’accento si è spostato dalle abilità tecniche alle metacompetenze: la capacità di reinterpretarsi costantemente e di cercare l’attrito costruttivo. Turazzini ha messo in guardia dal rischio dell'”AI Slop”, ovvero la produzione di contenuti formalmente corretti ma sostanzialmente vuoti e privi di reale contributo umano. La regola aurea suggerita prevede che l’AI gestisca al massimo il 30% del lavoro, lasciando il restante 70% all’esperienza, al giudizio e alla sensibilità del professionista. Un punto di partenza che, paradossalmente, azzera le distanze tra macchine e neo-laureati:
«Appena usciti dall’università siete al pari di qualunque AI. Nessun sistema agentico ha esperienza. La vera differenza si costruisce sul campo, imparando a gestire quelle complessità relazionali e quelle inversioni di rotta improvvise che nessuna macchina ha mai dovuto affrontare in un vero ambiente aziendale.»
Come ultimo tema, durante il dialogo finale, è stato ribadito come nel mondo del lavoro l’atteggiamento propositivo e la voglia di sperimentare contino spesso più delle sole nozioni accademiche. Le domande degli studenti hanno toccato anche il tema delicato della dipendenza dagli strumenti tecnologici e del rischio di perdere il pensiero critico. Saper padroneggiare l’intelligenza artificiale, ha concluso Turazzini, significa innanzitutto riconoscerne i limiti:
«Si è maturi nell’ambito AI quando si sceglie anche di non usarla, quando si capisce dove non usarla.»
Prossimo appuntamento
Il ciclo IMPACT. prosegue lunedì 20 aprile con
Ilaria Cogo (Senior Visual Designer, Riot Games – Teamfight Tactics):
“IMPACT. Il design che costruisce universi nel gaming”.
Online su Google Meet | 17:00–18:30
Partecipazione libera per studenti, laureati e docenti dei corsi di Comunicazione IUSVE.
INFO
Ospite: Massimiliano Turazzini, Imprenditore e trainer VJAL Institute.
IMPACT. è un ciclo di incontri online del Dipartimento di Comunicazione IUSVE,
condotto dal prof. Nicolò Cappelletti. Seconda edizione, a.a. 2025/2026:
“Dal messaggio all’esperienza”.
Calendario restante:
20 aprile 2026 — Ilaria Cogo, Riot Games / Teamfight Tactics.