Aspettando l’esame seduti sul pavimento

In molti istituti universitari, non solo all’interno delle sedi IUSVE, è frequente poter vedere studenti seduti a terra lungo i corridoi mentre attendono di sostenere gli esami. Potremmo ipotizzare che questo accada per carenza di sedute o a causa di comportamenti spontanei ma ci potrebbe essere una lettura antropologica che va a graffiare un po’ oltre le apparenze e la barriera dell’ovvio.

Dal punto di vista antropologico la modalità con la quale le persone interagiscono con lo spazio e gli arredi potrebbe rivelare inconsciamente esigenze originarie piuttosto che replicare comportamenti acquisti (Prown, 1982) e il sedersi a terra, secondo questa prospettiva, costituirebbe un richiamo atavico a un comportamento più naturale di quello di accomodarsi su manufatti rialzati.

Andiamo oltre: dal punto di vista psicologico, la scelta di sedersi per terra potrebbe essere considerata anche come una ricerca di comfort in situazioni di ansia e stress causati dall’attesa dell’esame.
Uno studio condotto da Anderson e Bushman (2002) evidenzia come gli individui, sottoposti a situazioni stressanti, tendano a cercare posizioni che offrono una sensazione di stabilità e sicurezza. Sedersi per terra, quindi, in un ambiente divenuto ormai familiare, offrirebbe una sensazione di connessione e grounding, contribuendo a ridurre l’ansia che potrebbe svilupparsi pre esame.

Un’ultima considerazione: dal punto di vista sociale, il sedersi per terra potrebbe favorire l’interazione e tra studenti. In situazioni di attesa, infatti, gli spazi limitati e l’assenza di sedute potrebbero stimolare gli studenti sul pavimento a facilitare la formazione di gruppi spontanei e la condivisione di esperienze. L’antropologo statunitense Edward T. Hall (1996), attento studioso della prossemica e delle interazioni umane, ha messo in rilievo quanto la disposizione spaziale possa influire significativamente sulle dinamiche sociali e sulla comunicazione. Gli studenti seduti a terra potrebbero essere, quindi, più propensi a impegnarsi in conversazioni informali, scambiando supporto emotivo e consigli pratici in vista delle prove che li attendono. Non solo, quindi, mancanza di sedie.

 

Marco Sanavio direttore #cubelive – foto iStock royalties free

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