È con l’invito a “vivere il presente, abitati dal futuro” che IUSVE ha celebrato, giovedì 19 febbraio 2026, il Dies Academicus: l’Aula Magna del campus di Mestre si è trasformata in un laboratorio corale di pensiero, dove la comunità accademica si è ritrovata per tracciare insieme nuove “mappe di speranza”.
Dopo i saluti del direttore IUSVE don Nicola Giacopini, del presidente don Silvio Zanchetta e delle autorità locali il prof. Domenico Simeone, preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica di Milano, ha ricordato con commozione il prof. Giuseppe Mari, recentemente scomparso, affermando che l’università, come una stella che offre luci gentili, ha il compito di aiutare i giovani ad alzare gli occhi al cielo, per indicare loro la direzione. Successivamente il sociologo Flavio Antonio Ceravolo, dell’Università di Pavia, ha declinato la speranza in termini di consapevolezza: «La speranza non è un’illusione, ma il futuro che costruiamo insieme attraverso la conoscenza». Fare ricerca scientifica significa «costruire mappe» per orientare gli strumenti del sapere, trasformando le idee in cittadinanza attiva e partecipazione sociale.
La seconda parte dell’evento ha dato voce agli studenti: i rappresentanti delle sedi di Mestre e Verona hanno esplorato il legame tra speranza e progettualità, seguiti dalle studentesse di Pedagogia dello IUSVE che hanno presentato il libro per bambini “Casa è”. «La pedagogia non si studia soltanto, si vive», hanno testimoniato con emozione, raccontando di un percorso scelto con cura e restituito con passione. L’Area di Comunicazione ha poi presentato il progetto “Harmonia” sviluppato per l’Expo 2025 di Osaka insieme alla prof.ssa Michela Drusian, una web app che ha raccolto “la voce del mondo” per la pace. Anche l’area di Psicologia ha presentato il suo contributo attraverso due tesi di eccellenza: una dedicata all’analisi degli stereotipi di genere femminili e l’altra sul potere della reminiscenza, legata all’uso della realtà virtuale per il benessere nell’invecchiamento.
Non è mancato lo sguardo alle sfide tecnologiche, con la presentazione dei criteri della nuova privacy policy d’Istituto legata all’Intelligenza Artificiale da parte del direttore Giacopini, che ha chiosato: «il Dies Academicus 2025/26 ha come tema disegnare nuove mappe di speranza il presente dell’università abitato dal futuro. Abbiamo voluto scegliere questo titolo che rispecchia l’ultimo documento vaticano sull’educazione, in particolare sull’educazione universitaria, pubblicato in occasione dei 60 anni dalla “Gravissimus educationis” un riferimento molto importante sul sulla formazione e questo avvio dell’anno accademico è un’occasione preziosa per trovarci come comunità accademica».
L’evento si è concluso con il momento della consegna dei Premi al merito IUSVE e delle borse di studio. Un ringraziamento particolare è andato al Lions Club Mestre Host, che ha premiato le migliori tesi di laurea, sostenendo concretamente il talento dei giovani professionisti e, tra i riconoscimenti più sentiti, va segnalata la consegna del Premio don Walter Cusinato.
Margherita Scattolin per #CubeLive
Ph. Gaia Callegaro











