È uscito di recente per FrancoAngeli il volume “Ascolto e impegno civico degli adolescenti. Riflessioni, ricerche, esperienze”, curato da Claudia Andreatta, Christian Crocetta e Davide Girardi e promosso dall’Osservatorio “Giovani e futuro” dello IUSVE a partire dal convegno #YourVoice.
Il saggio parte da una constatazione che chiunque segua il dibattito pubblico conosce bene: quando si parla di giovani in Italia lo si fa quasi sempre per sottrazione, tra disuguaglianze scolastiche, lavoro povero e sfiducia verso le istituzioni. È una lettura fondata, perché i dati esistono e pesano, ma guarda gli adolescenti dall’esterno e finisce per ridurli a un problema da gestire. La proposta del volume è riconoscere ragazze e ragazzi come attori sociali a pieno titolo, capaci di agire e desiderosi di contare nella vita della propria comunità, passando dal diritto a essere ascoltati (voice) alla possibilità concreta di incidere sulle decisioni (choice).
Ascoltare, infatti, non basta più se poi tutto resta nelle mani degli adulti e quello che i ragazzi dicono si riduce a una consultazione di cortesia. Qui emerge con chiarezza il ruolo dell’Osservatorio, che da tempo lavora per cambiare lo sguardo sulla condizione giovanile e che va ben oltre la raccolta di dati: ha costruito uno spazio in cui la ricerca accademica, l’esperienza di chi lavora ogni giorno con gli adolescenti e la voce degli adolescenti stessi possono incontrarsi, come ha mostrato lo stesso convegno da cui il libro ha preso avvio.
Il testo tiene insieme due anime.
La prima riguarda le condizioni che rendono possibile la partecipazione, dall’educazione a una cittadinanza digitale consapevole ai meccanismi che escludono alcuni ragazzi prima ancora che possano esprimersi, fino alla fatica reale dell’ascolto e alla questione di come si faccia ricerca con gli adolescenti senza trattarli come semplici oggetti di indagine.
La seconda parte guarda alle pratiche, alle comunità educanti cittadine e alle cosiddette “comunità megafono”, in cui i giovani si riprendono spazi sociali e partecipano alla costruzione dei significati invece di riceverli già pronti.
Le competenze dei curatori spiegano bene l’impostazione.
Claudia Andreatta, docente di Sociologia generale e ricercatrice senior dell’Osservatorio, si occupa di childhood studies, transizioni alla vita adulta e studi sul futuro.
Christian Crocetta, professore di Filosofia del diritto all’Università eCampus, conosce i diritti dei minori anche dal banco del giudice onorario minorile.
Davide Girardi, responsabile dell’Osservatorio, studia condizione giovanile, migrazioni e welfare, e già nel 2012 descriveva una “gioventù corta” schiacciata tra un’infanzia che finisce presto e un’età adulta che tarda ad arrivare.
Da questo intreccio di sociologia, diritto e pedagogia nasce un testo rivolto a educatori, ricercatori e decisori politici, con una richiesta precisa al mondo adulto: rimettere in discussione le proprie asimmetrie di potere. Per chi studia oggi per lavorare domani nelle scuole, nei servizi educativi o nelle amministrazioni, è una responsabilità che riguarda da vicino, perché saranno proprio loro a decidere se lasciare ai ragazzi uno spazio reale o soltanto un microfono spento.
Il volume, pubblicato nella collana GREX, è disponibile in open access e si può scaricare gratuitamente in formato PDF dal sito della casa editrice: https://series.francoangeli.it/index.php/oa/catalog/book/1702
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